Un weekend a piedi in Val Borbera, lungo il Cammino delle Ribelli: 45 km tra villaggi e boschi dell’Appennino ligure-piemontese. Lungo questa vacanza a piedi riscopriremo il significato della parola avventura: attraverseremo fitti boschi e prati immensi, percorreremo canyon e risaliremo torrenti. La valle, segnata dal passaggio del torrente da cui prende il nome, è stata segnalata da El Pais (uno dei più importanti giornali spagnoli) come una delle 15 destinazioni più belle per vivere la natura in Italia.
Qui avremo l’occasione di risvegliare la parte ribelle che si nasconde in ognuna di noi e che tornerà a essere una nostra valida alleata per sbloccare le situazioni in cui la quotidianità ci fa sentire incastrate. Noi lo chiamiamo Il Cammino delle Ribelli, perché sarà il tuo spazio, il tuo tempo, dove potrai recuperare la grinta assopita e goderti la pace regalata dalla semplicità della natura e le storie delle persone.
Un itinerario ad anello in 3 tappe sui passi dei ribelli del passato che, in direzione ostinata e contraria, hanno attraversato il territorio delle Quattro Province: dalle tribù nomadi dei liguri, fino ai contadini sotto le imposizioni feudali; dai banditi durante la monarchia, ai partigiani fino a giungere ai ribelli moderni, che scelgono di restare in una terra difficile ma bellissima e di valorizzarne le unicità.
Un cammino che ancora oggi fa incontrare persone che provano ad andare contro corrente. Come si fa a essere ribelli, oggi? Trovando il coraggio di dire ‘basta’ a ciò che non ci va, scegliendo di mostrarci onestamente senza maschere, prendendoci un tempo per noi nonostante le mille responsabilità. Magari per viaggiare a piedi insieme ad altre donne, lungo un sentiero che vibra dell’energia sovversiva di uomini e donne che l’hanno percorso prima di noi.
[Il cammino sociale in Val Borbera che ha preso il nome di Cammino dei Ribelli, nasce nel 2017 dall’idea e dall’impegno volontario di Giacomo D’Alessandro, comunicatore e camminatore genovese con radici famigliari nella valle. Il progetto, creato per rilanciare e sostenere lo sviluppo di un “territorio marginale”, si concretizza nei due anni successivi grazie al costante supporto e al contributo professionale volontario di alcune persone che vivono e operano in Val Borbera, ad associazioni e amministrazioni comunali.]